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Per Sora Luna e le Stelle: San Francesco alla Piaggiola di Fossato di Vico

Fossato di Vico (PG)

A partire da € 0.00

Miglior prezzo garantito

Un itinerario speciale tra arte, storia e natura vi condurrà attraverso il castello di Fossato di Vico. Echi danteschi e note di colore si schiudono per svelare la Natura come “libro del mondo”, meraviglia dell’umano e gloria del divino: protagonista la Piaggiola, affrescata da Ottaviano Nelli nei primi anni del XV secolo, dov’è conservata la più antica immagine di San Francesco del borgo medievale.
Antiquarium Comunale Fossato di Vico, Via Giuseppe Mazzini, Fossato di Vico, PG, Italia

Fino a 25 partecipanti

  • Ingresso all’Antiquarium
  • Ingresso alla Piaggiola
  • Indumenti adatti alla stagione
  • Presentarsi almeno 15 minuti prima dell’inizio dell’attività.
  • In caso di maltempo, l’attività sarà rinviata alla prima data utile successiva.
  • Percorsi e itinerari saranno decisi a insindacabile giudizio della guida.
  • I biglietti non usufruiti non sono rimborsabili.
  • CANCELLAZIONE ORDINI: puoi cancellare la tua prenotazione senza penali fino a 24 ore prima dell’inizio dell’esperienza stessa. Oltre tale termine la penale è il 100% del valore dell’ordine.

Cosa puoi fare

Descrizione dettagliata

Partendo dai frammenti pergamenacei contenenti parte del Paradiso della Divina Commedia di Dante, conservati in Antiquarium, un itinerario speciale che vi condurrà alla volta della Piaggiola, legata alle pergamene attraverso le Sfere Celesti – il motivo a quinconce – dipinte sulla sommità della volta da Ottaviano Nelli nei primi anni del XV secolo. Le sfere planetarie che compongono il paradiso dantesco sono un cielo di pietra, nonostante la loro composizione eterea; è proprio la presenza di una materia dotata di moto circolare ed eterna – il cosiddetto quinto elemento o etere – a giustificare agli occhi degli uomini del Medioevo l’esistenza di una “musica celeste” derivante dal perpetuo volgersi dei pianeti: “[I tre monaci] incontanente che furono dentro [alla porta d’esso Paradiso], udirono lo suono della rota del cielo che si volgeva; lo quale suono era di tanta dolcezza e suavitate e di tanto diletto, che quasi non sapevano lo sito dove erano, anzi si posono a sedere dentro della porta, tanto erano allegri e dilettosi di quello suono della rota del cielo!” (Leggenda del Paradiso Terrestre, ne Le sette opere di penitenza di San Bernardo). L’incontro di Dante con la musica delle sfere avviene entro i primi cento versi della terza cantica, nel momento in cui varca assieme a Beatrice la sfera del fuoco per entrare nel primo cielo, quello della Luna:

Quando la rota, che tu sempiterni Desiderato, a sé mi fece atteso, Con l’armonia che temperi e discerni, Parve mi tanto, allor, del cielo acceso De la fiamma del sol, che pioggia o fiume Lago non fece mai tanto disteso.(Paradiso I, 76-81)

All’interno di questa temperie culturale si muove pure Ottaviano di Martino Nelli da Gubbio e la sua mano che affresca la Piaggiola, e quel Primo Cielo lunare richiama alla mente un passo del Cantico delle Creature di San Francesco, raffigurato sul fondo del locale ed unica immagine francescana per il Medioevo fossatano:

“Laudato si’, mi’ Signore, per sora / luna e le stelle: in celu l’ài formate / clarite e pretiose e belle.”

Un Firmamento ammanta il locale duecentesco come un prezioso tessuto, metafora dell’Universo e dell’Eterno, del Creato, che a Fossato di Vico il visitatore riscopre appena oltre le mura del castello, a pochi passi dalla stessa Piaggiola, all’interno delle prime propaggini del bosco che abbraccia il borgo da sempre. È lì che il pensiero francescano riscopre la natura come “libro del mondo”, espressione della gloria di Dio, meraviglia dell’umano che si avvicina al divino.

Prenota subito il biglietto per la tua esperienza!

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S. Francesco
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